Dal 1° luglio 2026 entrerà ufficialmente in vigore una delle più rilevanti novità introdotte dal Pacchetto
Mobilità europeo per il settore del trasporto merci: anche i veicoli commerciali leggeri con massa
complessiva superiore a 2,5 tonnellate e fino a 3,5 tonnellate, impiegati in trasporti internazionali o
operazioni di cabotaggio, dovranno essere dotati di tachigrafo intelligente di seconda generazione (Smart
Tachograph G2V2).
Per tutte le aziende italiane che operano stabilmente o anche occasionalmente in Francia, questa novità
rappresenta un passaggio cruciale, poiché il territorio francese è tra quelli con i controlli più rigorosi
d’Europa in materia di trasporto internazionale, cabotaggio, distacco e normativa sociale.
Chi è obbligato
L’obbligo riguarda i veicoli:

  • con massa superiore a 2,5 t e fino a 3,5 t;
  • utilizzati per trasporto internazionale di merci tra Italia, Francia e altri Paesi UE;
  • impiegati in operazioni di cabotaggio sul territorio francese;
  • sia in conto terzi sia, in alcuni casi, in conto proprio quando la guida costituisce attività principale.

Un elemento fondamentale da comprendere è che anche un solo viaggio internazionale può far rientrare il mezzo nell’ambito della normativa europea. Un’impresa che utilizza normalmente il veicolo in Italia ma
svolge anche occasionalmente consegne o attività in Francia dovrà quindi adeguarsi.

Cosa cambia: obbligo del tachigrafo intelligente G2V2
Il nuovo dispositivo non si limita a registrare ore di guida e riposo, ma introduce strumenti avanzati di
controllo:

  • registrazione automatica della posizione;
  • rilevazione dei passaggi di frontiera;
  • memorizzazione di carico e scarico;
  • controlli da remoto tramite tecnologia DSRC da parte delle autorità.

Per chi opera in Francia questo significa maggiore esposizione ai controlli immediati su strada, spesso
effettuati senza necessità di fermo preventivo del veicolo.

Francia: controlli severi e sanzioni immediate
Le autorità francesi (polizia stradale, ispettori trasporti e organismi di vigilanza) applicano da anni controlli
particolarmente stringenti ai vettori stranieri. In caso di assenza del tachigrafo, utilizzo scorretto,
registrazioni incomplete o documentazione ritenuta insufficiente, il rischio non è solo economico ma anche
operativo.
Le sanzioni possono comprendere:

  • multe elevate;
  • fermo del mezzo;
  • blocco dell’attività;
  • sospensione della patente secondo la normativa applicabile;
  • ritardi e contestazioni amministrative.

Attenzione: pensare di essere esenti non basta
Molte imprese ritengono di poter beneficiare di esclusioni o deroghe. Tuttavia, nella pratica dei controlli
francesi, sarà sempre l’azienda o il conducente a dover dimostrare in modo immediato, chiaro e
documentato la propria effettiva esenzione.
Questo significa che, durante un controllo in Francia:

  • non basta dichiarare di essere esclusi;
  • occorre produrre prove concrete e coerenti;
  • ogni incertezza interpretativa può tradursi in contestazione e sanzione.

In altre parole, se l’impresa presume di essere esente ma non riesce a convincere immediatamente gli
organi di controllo francesi, potrà essere sanzionata come se fosse inadempiente.
Il principio prudenziale: adeguarsi conviene
Per tutte le imprese italiane che lavorano con continuità sul mercato francese, il principio più sicuro è
semplice: adeguarsi preventivamente al tachigrafo è spesso molto meno costoso che affrontare sanzioni,
blocchi operativi o contenziosi.
Installare il tachigrafo e formare correttamente il personale consente di:

  • ridurre drasticamente il rischio sanzionatorio;
  • evitare fermo veicolo e ritardi nelle consegne;
  • proteggere azienda e autisti;
  • dimostrare immediata conformità alle autorità francesi.

Obblighi per conducenti e imprese
Dal 1° luglio 2026 le aziende dovranno inoltre:

  • installare il dispositivo conforme;
  • organizzare i tempi di lavoro secondo il Regolamento (CE) 561/2006;
  • formare conducenti e responsabili (se interessati contattare Confartigianato);
  • garantire registrazioni corrette;
  • conservare e rendere disponibili i dati dei 56 giorni precedenti.
    Anche nei trasporti misti (nazionali + Francia), il conducente dovrà poter dimostrare continuità
    documentale.

Conclusioni operative per le aziende italiane in Francia
Per chi opera regolarmente in Francia, questa normativa non va considerata come un semplice
adempimento tecnico, ma come una misura di protezione aziendale.
Aspettare, confidare in presunte esenzioni o sottovalutare i controlli francesi può esporre l’impresa a costi
molto superiori rispetto all’adeguamento.
In sintesi:
Se la vostra azienda lavora in Francia, anche saltuariamente, la scelta più prudente e strategica è
adeguarsi al tachigrafo intelligente G2V2 prima dell’entrata in vigore dell’obbligo.

Nel contesto francese, essere convinti di essere esenti non protegge dalle sanzioni: conta poterlo
dimostrare immediatamente. E quando questo non avviene, il rischio economico e operativo può essere
molto elevato